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		<title>// NO FONT ((CODEX)(&#8230; 3.0</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2021 13:52:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Danny Darkoski - Dize156 - Ikarus Berlin Kidz - Kkade Schwarzmaler - Mina Kool Crew - Mosa (Alexandre Bavard) - Niels Shoe - Popcorn - Sliks - Stohead - Paolo Zero-T / Collective show / Curatorial / Avantgarden Gallery - Milano
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<figure class="wp-block-gallery columns-3 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/no-font-codex-3_Holsenn.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="674" src="https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/no-font-codex-3_Holsenn.jpg" alt="" data-id="135" data-link="https://www.holsennstudio.com/wordpress/no-font-codex/no-font-codex-3_holsenn/" class="wp-image-135" srcset="https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/no-font-codex-3_Holsenn.jpg 1024w, https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/no-font-codex-3_Holsenn-300x197.jpg 300w, https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/no-font-codex-3_Holsenn-768x506.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/Francesca_Holsenn_no_font_codex_01-1.jpeg"><img decoding="async" width="938" height="1024" src="https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/Francesca_Holsenn_no_font_codex_01-1-938x1024.jpeg" alt="" data-id="139" data-full-url="https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/Francesca_Holsenn_no_font_codex_01-1.jpeg" data-link="https://www.holsennstudio.com/wordpress/no-font-codex/francesca_holsenn_no_font_codex_01-1/" class="wp-image-139" srcset="https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/Francesca_Holsenn_no_font_codex_01-1-938x1024.jpeg 938w, https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/Francesca_Holsenn_no_font_codex_01-1-275x300.jpeg 275w, https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/Francesca_Holsenn_no_font_codex_01-1-768x838.jpeg 768w, https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/Francesca_Holsenn_no_font_codex_01-1-1408x1536.jpeg 1408w, https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/Francesca_Holsenn_no_font_codex_01-1.jpeg 1732w" sizes="(max-width: 938px) 100vw, 938px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/Francesca_Holsenn_no_font_codex_02-1.jpeg"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/Francesca_Holsenn_no_font_codex_02-1-1024x768.jpeg" alt="" data-id="140" data-full-url="https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/Francesca_Holsenn_no_font_codex_02-1.jpeg" data-link="https://www.holsennstudio.com/wordpress/no-font-codex/francesca_holsenn_no_font_codex_02-1/" class="wp-image-140" srcset="https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/Francesca_Holsenn_no_font_codex_02-1-1024x768.jpeg 1024w, https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/Francesca_Holsenn_no_font_codex_02-1-300x225.jpeg 300w, https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/Francesca_Holsenn_no_font_codex_02-1-768x576.jpeg 768w, https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/Francesca_Holsenn_no_font_codex_02-1-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/Francesca_Holsenn_no_font_codex_02-1.jpeg 2016w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure></li></ul></figure>



<p><em>Gli intellettuali, grazie alla loro preparazione, sono in grado di denunciare le menzogne dei governi, di analizzare l’operato in rapporto alle cause, alle motivazioni, alle intenzioni riposte, essi hanno la forza che deriva dalla libertà politica, dall’accesso alle informazioni, dalla libertà di parola.</em><br>Noam Chomsky – Linguaggio e libertà, 1987<br><br><em>I cittadini delle società democratiche dovrebbero impegnarsi in un lavoro di autodifesa intellettuale per proteggersi dalla manipolazione e dal controllo e per gettare le basi di una democrazia più significativa.</em><br>Noam Chomsky – Illusioni necessarie, 1990<br><br>//NO FONT ((CODEX)(… 3.0 è la terza edizione di uno dei più interessanti progetti autoritari portati avanti negli anni dalla galleria milanese Avantgarden Gallery.Il progetto collettivo ha chiamato, nelle due precedenti edizioni, e chiama oggi a raccolta una selezione tra i più talentuosi artisti che pongono al centro del loro lavoro la lettera.<br>Importanti calligrafi e artisti che arrivano dal Writing sono stati invitati a trovare l’ispirazione del messaggio, comunicato attraverso il mezzo calligrafico, dal lavoro del Professor Noam Chomsky.I suoi testi, le sue visioni e, in particolare, il suo pensiero sul potere e sull’uso dei media per la sua gestione, sono diventati il filo rosso della linea curatoriale del progetto nelle sue tre edizioni.<br>Inoltre, grazie a un serrato scambio di mail tra il gallerista e curatore Manfredi Brunelli Bonetti e il Professor Chomsky stesso, che ha definito //NO FONT ((CODEX)(… “a remarkable idea”, possiamo, con tutto l’orgoglio possibile, nominarlo come reale padre spirituale dell’intero progetto.<br>Siamo in un tempo, in cui le verità illusorie e il consenso si costruiscono e si fanno circolare con estrema facilità attraverso l’intrusività dei social media. Su tutti, i fatti legati all’attività di “comunicazione” dell’agenzia Cambridge analytica hanno aperto una nuova era per quanto riguarda lo spostamento del consenso riguardo a sensibili questioni politiche.I social permettono uno speciale e approfondito studio del pubblico e in particolare sono in grado di costruire gruppi di cittadini che con il loro assenso o dissenso, se pilotati ad hoc, possono arrivare paradossalmente a decidere il destino di noi tutti su argomenti di larghissima scala.Secondo Noam Chomsky “i cittadini delle società democratiche dovrebbero seguire un corso di autodifesa intellettuale per evitare le manipolazioni e il controllo”.<br>Il Professore nei suoi scritti ci invita più e più volte a rivisitare il ruolo degli intellettuali, del linguaggio e della comunicazione nel rapporto fra cittadini (noi) e il potere. Chi costruisce le nostre verità illusorie, con quali mezzi e perché? E al contrario, chi è in grado di smascherare tali verità illusorie, quali dovrebbero essere i mezzi e i protagonisti in grado di liberarci da queste illusioni?<br>È proprio su questo punto, su questo nuovo concetto di ‘verità’, illusoria, mistificata, virale, che viaggia in superficie, toccando tasti che hanno più a che vedere con i bassi istinti che non sull’altezza dell’intelletto e sulla fatica della ricerca, che //NO FONT ((CODEX)(… 3.0 porta l’attenzione.<br>Non solo.Focalizzandosi sulla riflessione sul ruolo che gli intellettuali debbano rivestire oggi, quello cioè di combattere contro illusioni consolatorie, questa collettiva cade a pennello come proposta concreta e forte, che rinnova, ancora una volta, la storica mission di Avantgarden Gallery, quella di custodire, presentare e diffondere progetti che siano in primo luogo culturali e legati strettamente alla contemporaneità.<br>Dopo lo scambio epistolare col Professore, per //NO FONT ((CODEX)(… 3.0 sono stati scelti, ispirati anche dai testi “Illusioni necessarie – mass media e democrazia” e da “Linguaggio e libertà – dietro la maschera dell’ideologia”, 10 parole chiave o lemmi, che fornissero agli artisti 10 concetti su cui è possibile ricostruire un grido di risveglio delle coscienze attraverso la lettera calligrafica.<br>Conoscendo i meccanismi comunicativi e i punti sensibili su cui ‘le nuove verità’ si costruiscono è possibile capire come una verità illusoria può essere mascherata, resa virale e socialmente accettabile, ma anche e soprattutto come possa essere, al contrario, smascherata, e resa collettivamente inaccettabile.<br>Verità, Potere, Illusione mediatica, Autodifesa intellettuale, Controllo ideologico, Consapevolezza, Coscienza collettiva, Social Media, Manipolazione e Democrazia, sono i 10 concetti che strisciano attraverso la proposta artistica di //NO FONT ((CODEX)(… 3.0, e l’invito, come sempre, non è solo quello di partecipare dell’opera del singolo artista, ma di leggere e sentire il grido di allarme che tutti insieme gli artisti coinvolti stanno regalando alle nostre coscienze.</p>



<p></p>



<p><em>Citizens of the democratic societies should undertake a course of intellectual self-defense to protect themselves from manipulation and control, and to lay the basis for more meaningful democracy.</em><br>Noam Chomsky – Necessary Illusions, 1990<br><br>//NO FONT ((CODEX)(… 3.0 is the third edition of one of the most interesting signature projects developed over the years by the Avantgarden Gallery in Milan.As in its two previous editions, this collective project gathers a selection of some of the most talented artists that focus their work on the letter.<br>Important calligraphers and artists from the field of Writing have been invited to draw inspiration from the message Professor Noam Chomsky’s work communicates through calligraphy.His texts and visions, and especially his thoughts on power and the use of media for managing it, have become the common thread in curating this project over its three editions.<br>Furthermore, thanks to an intense exchange of emails between Manfredi Brunelli Bonetti, gallery manager and curator, and Professor Chomsky himself, who defined //NO FONT ((CODEX)(… “a remarkable idea”, we can proudly designate him as the true spiritual father of the entire project.<br>We live in times when illusory truths and consensus are built and circulate with great ease on intrusive social media.Above all, the facts linked to the “communications” of Cambridge Analytica marked a new era of shifting consensus of sensitive political questions.Social media allow special, in-depth study of audiences, not only because they are able to create groups of citizens who, if they are specifically steered, can paradoxically decide the fate of us all on a vast scale with their consent or dissent.According to Noam Chomsky, “citizens of the democratic societies should undertake a course of intellectual self-defense to protect themselves from manipulation and control”.<br>In his writings, the Professor continuously invites us to reconsider the role intellectuals, language and communication play in the relationship between citizens (us) and power. Who creates our illusory truths, with what means and why?On the other hand, who is able to reveal these illusive truths, and what protagonists and means should be able to free us from them?<br>It is precisely this new concept of “truth”, illusory, mystified, viral, that runs on the surface, pushing buttons that have more to do with basic instincts than high intellect and diligent research, that //NO FONT ((CODEX)(… 3.0 brings our attention to.<br>That’s not all.Reflecting on the role intellectuals should play today, which is to fight against consolatory illusions, this timely collective exhibit is a strong, solid proposal that once again renews the historic mission of Avantgarden Gallery: to safeguard, present and disseminate projects that are primarily cultural and closely linked to the contemporary world.<br>After the epistolary exchange with the Professor, 10 key words or lemmas inspired by the texts “Necessary Illusions – Thought Control in Democratic Societies” and “Language and Freedom” were chosen for //NO FONT ((CODEX)(… 3.0.These words provided artists with 10 concepts they could use to generate a cry to awaken people’s consciences through calligraphic works.<br>Knowledge of the communicative mechanisms and sensitive points that “new truths” are built upon allows us to understand how an illusory truth can be concealed, made viral and socially acceptable, but especially how it can instead be exposed and made collectively unacceptable.<br>Truth, Power, Media Illusion, Intellectual self-defense, Ideological control, Awareness, Collective conscience, Social Media, Manipulation, and Democracy are the 10 concepts that extend across the artistic proposal of //NO FONT ((CODEX)(… 3.0.<br>As always, we not only invite you to participate in the work of each artist, but to read and hear the cry of alarm that all the artists involved are sending to our consciences.</p>
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		<title>TOP OF THE LINES</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2021 22:01:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[NO CURVES Solo show / Curatorial / Avantgarden Gallery - Milano]]></description>
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<figure class="wp-block-gallery columns-4 is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/no1_905-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="562" src="https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/no1_905-1.jpg" alt="" data-id="210" data-full-url="https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/no1_905-1.jpg" data-link="https://www.holsennstudio.com/wordpress/top-of-the-lines-no-curves/no1_905-1/" class="wp-image-210" srcset="https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/no1_905-1.jpg 800w, https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/no1_905-1-300x211.jpg 300w, https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/no1_905-1-768x540.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" 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<p>Il nastro adesivo è la materia, le forbici sono lo strumento, il taglio è il gesto. La stampa lo ha definito “tape artist”. In passato, con lo scotch ha “crossato” cartelloni pubblicitari in strada, customizzando personaggi dell’advertising internazionale, creando un immaginario pop fatto di linee spezzate che rimanda alle grafiche dei primi videogame, quelli che sfruttavano una manciata di bit. Il nastro è la sua arte. Avantgarden, galleria milanese da sempre attenta a selezionare il meglio dell’underground internazionale, sceglie <a href="#">NO CURVES</a>– artista tra i più interessanti del panorama italiano, dedicandogli una personale che esplora nella profondità della progettazione. NO CURVES si interroga, da designer, sull’origine dell’”idea” e, da artista, sulla rappresentazione del processo creativo.<br>Sono 10 i talenti nel pantheon di <a href="https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-admin/post.php?post=20&amp;action=edit#">NO CURVES</a>: Fabio Novembre, Philippe Starck, Stanley Kubrick, Giò Ponti, Antoni Gaudì, Katsuhiro tomo, Bruno Munari, <a href="https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-admin/post.php?post=20&amp;action=edit#">NO CURVES</a>, Fortunato Depero e Le Corbusier. 10 anime di designer che NO CURVES ha posto sotto la lente di ingrandimento della sua ricerca, menti creative di cui l’artista ha seguito filosofia e linea di pensiero, cercando indizi, collegando concetti e immagini che concretizzano il percorso che porta dall’idea alla creazione. Linee e colore sintetizzano le connessioni tra ispirazione, filosofia, progetto e prodotto per divenire opera d’arte. La tecnica del nastro adesivo quindi, conduce l’immagine ai minimi termini e le linee si intrecciano, si scontrano, si sovrappongono, diventando i tratti somatici dei personaggi ritratti ma anche simbolo dei collegamenti neurali e sinaptici alla base dell’ideare.<br>Da che cosa nasce dunque l”idea”?<br>La linea di <a href="https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-admin/post.php?post=20&amp;action=edit#">NO CURVES</a> esce dalle opere esposte ed entra come guida nell’intimità dell’artista, nel suo studio, tra le sue cose, nel luogo di raccolta degli indizi che lui stesso ha seguito, rendendoci partecipi del suo personale processo creativo.<br>Durante TOP OF THE LINES saranno esposti anche “Adam &amp; Eve” (2007) e “I’m young, I’m old, I’m dead” (2010) con i quali <a href="https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-admin/post.php?post=20&amp;action=edit#">NO CURVES</a> è stato tra i finalisti del Premio Cairo 2010.</p>



<p>Tape is the Material, the Scissors are the Tool, the Cut<br>is the Action. Press defined him as ‘tape artist’. In the past, tape in his hands, he worked on posters on the street, customizing personalities of international advertising, thus creating a pop world made of fragmented lines that remind the graphics of the earliest videogames, those characterized by 8-bit graphics.<br>The Tape is his art. Avantgarden, gallery sited in Milan that keeps en eye on selecting the best from international underground art, has chosen NO CURVES, among the most innovative artists on the Italian scene, to organize a solo exhibition which deeply explores his planning stage. NO CURVES, as designer, questions himself about the origin of ‘the idea’ and, as artist, about the representation of the creative process.<br>10 are the talents in the pantheon of NO CURVES: Fabio Novembre, Philippe Starck, Stanley Kubrick, Giò Ponti, Antoni Gaudì, Katsuhiro tomo, Bruno Munari, Ettore Sottsass, Fortunato Depero e Le Corbusier. 10 souls of designers that NO CURVES put under his lens, creative minds whose philosophy and line of thought have been investigated<br>by the artist, looking for clues, connecting concepts and images that materialize the passage from the idea to the creation.<br>Lines and color synthetize the connections among inspiration, philosophy, project and product in order to become work of art. The technique of adhesive tape leads the image to the strictest terms, and the lines intermingle, collide, and overlap, becoming the somatic traits of the characters but also symbol of the neural and synaptic connections at the basis of the art of ‘creating’.<br>But, where does ‘the idea’ come from?<br>The line of NO CURVES gets out from the exposed artworks and enters as guide into the artist’s intimacy, in his studio, among his things, in the place where he collected the clues that then followed, making us part of his personal creative process.<br>At ‘TOP OF THE LINES’ will be also displayed “Adam &amp; Eve” (2007)<br>and “I’m young, I’m old, I’m dead” (2010), for which NO CURVES was chosen among the finalists of the 2010 Cairo Award.</p>



<p></p>



<p>NO CURVES – Bio</p>



<p><br>NO CURVES è lo pseudonimo dietro cui si cela uno dei più noti artisti specializzati nella tape-art, ovvero l’arte di disegnare con il nastro adesivo: un prodotto utilizzato in prevalenza come materiale da lavoro, diviene nella mani del creativo uno straordinario elemento artistico e uno strumento per poter indagare l’uomo del terzo millennio.<br>Da numerosi anni NO CURVES grazie alla indiscussa abilità tecnica nell’utilizzo del nastro adesivo, è considerato uno dei massimi esponenti internazionali della tape-art, al punto da essere stato scelto da diversi brand internazionali per campagne pubblicitarie ed eventi di arte urbana (come Adidas, Converse, Smart-Mercedes, Firetrap, Rolling Stone e molti altri) e da Tesa, azienda tedesca leader nel mercato mondiale del nastro adesivo, come artista rappresentativo per l’evento dei suoi 75° anni svoltosi nel 2011 ad Amburgo. Nel 2010 è stato finalista del Premio Cairo – Arte Contemporanea.</p>



<p><br>NO CURVES is the pseudonym under which hides one of the most well-known artist specialized in tape-art, i.e. the art of drawing with the adhesive tape: a product mainly employed as working material, becomes in the hands of the creative an extraordinary artistic element and a tool to investigate the man of the third millennium.<br>Since many years, NO CURVES is considered one of the leading representatives of the international tape-art scene, and thanks to the unquestioned technical skills acquired in the use of adhesive tape<br>he was chosen by many international brands for advertiments and events of urban art (like Adidas, Converse, Smart-Mercedes, Firetrap, Rolling Stone and many more) and by Tesa, German company leader in adhesive tape world market, as solo artist for the event celebrating its<br>75 years held in Hamburg in 2011. In 2010 he was finalist for the Cairo Award – Contemporary Art.</p>
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		<title>IL PRE-GIUDIZIO UNIVERSALE</title>
		<link>https://www.holsennstudio.com/ozmo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jun 2021 13:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Testi Texts]]></category>
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					<description><![CDATA[Ozmo / Interview / Museo del Novecento - Milano]]></description>
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<figure class="wp-block-gallery columns-4 is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/corsica1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="912" height="911" src="https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/corsica1.jpg" alt="" data-id="22" data-full-url="https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/corsica1.jpg" data-link="https://www.holsennstudio.com/wordpress/2021/06/09/top-of-the-lines-no-curves/corsica1/" class="wp-image-22" srcset="https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/corsica1.jpg 912w, https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/corsica1-300x300.jpg 300w, https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/corsica1-150x150.jpg 150w, https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/corsica1-768x767.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 912px) 100vw, 912px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/corsica2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="667" height="668" src="https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/corsica2.jpg" alt="" data-id="24" data-full-url="https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/corsica2.jpg" data-link="https://www.holsennstudio.com/wordpress/2021/06/09/top-of-the-lines-no-curves/corsica2/" class="wp-image-24" srcset="https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/corsica2.jpg 667w, https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/corsica2-300x300.jpg 300w, https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/corsica2-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 667px) 100vw, 667px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/corsica3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="668" height="668" src="https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/corsica3.jpg" alt="" data-id="25" data-full-url="https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/corsica3.jpg" data-link="https://www.holsennstudio.com/wordpress/2021/06/09/top-of-the-lines-no-curves/corsica3/" class="wp-image-25" srcset="https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/corsica3.jpg 668w, https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/corsica3-300x300.jpg 300w, https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/corsica3-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 668px) 100vw, 668px" /></a></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><a href="https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/corsica4.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" width="668" height="668" src="https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/corsica4.jpg" alt="" data-id="26" data-full-url="https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/corsica4.jpg" data-link="https://www.holsennstudio.com/wordpress/2021/06/09/top-of-the-lines-no-curves/corsica4/" class="wp-image-26" srcset="https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/corsica4.jpg 668w, https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/corsica4-300x300.jpg 300w, https://www.holsennstudio.com/wordpress/wp-content/uploads/2021/06/corsica4-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 668px) 100vw, 668px" /></a></figure></li></ul></figure>



<p>Intervista nell’ambito della mostra personale dell’artista a Palazzo del Novecento &#8211; Milano</p>



<p>Lettura, viaggio, ricerca sono le parole che vengono alla mente quando si pensa a Gionata Gesi in arte Ozmo. Non vorrei limitarmi a raccontare la sua doppia anima di writer e artista da galleria, perché è storia già scritta e raccontata, vorrei invece viaggiare all&#8217;interno dell&#8217;unica anima di Ozmo, perché lui è uno e non doppio. Il doppio è un gioco usato per semplificare, per rendere accessibile la comprensione della sua arte nei diversi ambienti in cui l&#8217;artista ha gravitato e gravita tuttora; ambienti che forse troppo poco hanno comunicano tra loro, e a volte ostili l&#8217;uno con l&#8217;altro. Sarebbe come se Umberto Eco, con &#8220;Il nome della rosa&#8221; per esempio, si fosse impropriamente e doppiamente definito scrittore di romanzi storici o giallista, ma i lettori sono tutti lettori… Nel caso di Ozmo la doppia anima rende tutto più semplice per comprendere ed etichettare quello che potrebbe definirsi un corto circuito artistico sottoposto spesso a pregiudizio.</p>



<p>Come tutte le doppiezze subiscono l&#8217;accusa di incoerenza, di invasione di campo, di slealtà, Ozmo, ha dovuto destreggiarsi tra accuse ed elogi, strumentalizzazioni e alleanze di critici d&#8217;arte, squatter, comitati di cittadini, militanti per gli spazi pubblici, grandi brand e una stampa mai perfettamente pronta a dire qualcosa di sensato, documentato e giusto. Per questo forse l&#8217;artista del San Michele in Piazzale Cimitero Monumentale a Milano, primo graffito restaurato in Italia e di nuovo scomparso, comincia una profonda riflessione su temi quali il giudizio e la giustizia e finalmente entra in un museo, luogo pubblico per l&#8217;arte per eccellenza, con la mostra PreGIUDIZIO UNIVERSALE, curata da Alessandra Galasso per il &#8220;primo piano d&#8217;artista&#8221; del Museo del Novecento a Milano.</p>



<p>14 giorni di live painting per uno spazio di 42&#215;6 metri per 7 di altezza, partendo da una matrice di 8 opere che l&#8217;artista e il suo storico assistente Werther Banfi, hanno espanso giorno per giorno ricoprendo e facendosi ispirare dalle pareti del museo. Un lavoro enorme, di creazione mentale e fatica fisica, la mostra ha riscosso grande successo e registrato numerose visite imponendosi come una tra le mostre più interessanti di questi ultimi anni in Italia. Ozmo è stato eletto dal suo pubblico, tanto che l&#8217;istituzione è stata costretta a riconoscerne la forza espressiva; la sua arte nasce dal basso, dove raccoglie quell&#8217;autenticità che non ha bisogno di contestualizzazioni ad hoc dei critici d&#8217;arte generalisti.</p>



<p>Ho parlato con l&#8217;artista prima della mostra, in cerca di qualche anticipazione, ma con Ozmo non esiste anteprima. La sua opera vive nell&#8217;attimo presente della rappresentazione e si trasforma in itinere.</p>



<p><strong>Ozmo</strong>:&nbsp;Quando comincio un&#8217;opera non so mai dove mi porterà. Ciò che rappresento è un viaggio e si nutre di quello che vivo, vedo, mi invade, travolge, accarezza, consiglia, appare. Sono le persone che incontro, la storia che viviamo, la società che siamo e quella che purtroppo non siamo, le cose che possiamo dire e quelle che non possono esser dette, ciò che è permesso, ciò che non lo è. Mi nutro di simboli, li rappresento creando connessioni e spaziando nell&#8217;iconografia universale; non esiste un messaggio rappresentato, non insegno nulla, non giudico; chi guarda la mia opera non apprenderà un&#8217;informazione, non si troverà davanti a un&#8217;ideologia, non troverà una strada, un consiglio, una moda da seguire, o un canale diretto con qualche presunta conoscenza pregressa. La mia opera è aperta sia per me sia per chi la vive e non so né dove né come finirà. Quello che vorrei è invitare chi guarda alla stesso processo di viaggio o trance che compio mentre dipingo o disegno, e la scelta di lavorare per simboli composti in modo &#8220;granulare&#8221;, come nel dittico Apocalypse, mi dà la garanzia che ogni viaggio sarà diverso dal mio, senza alcuna omologazione.</p>



<p>Pur inserendosi nell&#8217;ambito della street art, Ozmo non strizza l&#8217;occhio al pubblico con un&#8217;immediatezza alla Banksy, e si discosta anche dalla volontà di stupire con la scelta di soggetti onirici, strambi o fantastici, nell&#8217;espressione di una fervida immaginazione, come Blu. Egli pesca dal reale e dall&#8217;attuale, ma la proposta che ne viene fuori è di entrare in un mondo di simbologie, connessioni, coincidenze, immagini, dai brand globali della contemporaneità, all&#8217;antica scienza alchemica, dal fumetto all&#8217;iconografia religiosa, che, se portate al limite, concorrono alla creazione di situazioni e sensazioni esoteriche, mistiche, personali, controverse, ancestrali.</p>



<p><strong>Ozmo</strong>:&nbsp;Nel 2008 ho dipinto ad Ancona la grande Madonna col Bambino con i volti capovolti (di cui si trova una versione acrilico su pvc in piccolo al Museo del Novecento n.d.r.), è stato molto interessante raccogliere le impressioni del pubblico: la scelta di rovesciare le teste mi ha portato a una durissima critica da parte della curia anconese, da cui sono stato quasi tacciato di blasfemia, altri invece ci hanno letto la volontà della Madonna di guardare ancor meglio nell&#8217;alto dei cieli, con ancor più intensità. Amo molto quella Madonna e non ho mai avuto l&#8217;intenzione di essere blasfemo; quell&#8217;attacco sulla stampa inizialmente mi ha fatto sorridere, poi, riflettendoci, è successo esattamente quello che vorrei accadesse ogni volta che esco con un&#8217;opera. Da qui l&#8217;idea di organizzare una giornata al museo durante la quale personaggi del mondo della cultura, e in particolare provenienti da 7 arti (un poeta, uno scultore, un regista, un musicista, un filosofo, un pittore, un attore), hanno avuto la possibilità di interpretare attraverso le loro chiavi di lettura la mia opera.</p>



<p>Il meccanismo è esattamente quello a cui ci invita il maestro Alejandro Jodorowsky nella lettura dei tarocchi, iconografia da cui Ozmo attinge fin dall&#8217;inizio del suo percorso artistico: le carte pullulano di segni e colori simbolici, sta al tarologo evidenziarli e indirizzare l&#8217;attenzione del consultante.<br>L&#8217;interpretazione scaturisce solo e soltanto dai cortocircuiti che nascono nella mente del consultante, il quale collega i simboli al suo vissuto e ai propri interrogativi. Con questo approccio Ozmo sembra superare il giudizio e la critica, classiche pratiche a cui viene sottoposto il lavoro di un artista, trasformando il ruolo dell&#8217;opera d&#8217;arte da passivo, poiché contemplata, ad attivo, poiché creatrice di impressioni che lui stesso utilizzerà, come fonte di conoscenza, per entrare in connessione con chi &#8220;legge&#8221;. Sono tre i tarocchi che compaiono macroscopici al Museo del Novecento: il (pre)Giudizio, la Torre, la Giustizia. Con il Giudizio l&#8217;artista sembra mettersi a nudo davanti al suo pubblico ironizzando sul gioco di parole per il quale il Giudizio diventa preGiudizio, con la Torre si scardinano i vecchi equilibri e si crea un canale verso qualcosa di nuovo, la Giustizia, invece, costruisce una sintesi ristabilendo l&#8217;equilibrio che è tale perché porta in sé l&#8217;asimmetria e l&#8217;imperfezione. Tuttavia, come sappiamo, le letture potrebbero essere infinite e cambiare di volta in volta.</p>



<p>Ozmo è un&#8217;isola, un centro nevralgico connesso con vari aspetti della società e della cultura, è una cospirazione che scardina l&#8217;ortodossia della prassi artistica e non ha bisogno di giustificarsi perché bypassa il giudizio trasformando la fruizione dell&#8217;opera in un dialogo di conoscenza e ricerca per tutti.</p>



<p>Reading, introspection and research are words that come to mind when you think of Gionata Gesi aka Ozmo.<br>I won’t tell the story of his “dual personality” as a writer and gallery artist because it has already been written and narrated, I would like instead to travel into the unique soul of Ozmo, because he is one person not two. His dual personality is a play on words used to simplify, to make the understanding of his art accessible in the different environments in which he has gravitated and still gravitates; circles that have perhaps not communicated enough and are sometimes hostile towards each other. It would be like if Umberto Eco, for example, with “The Name of the Rose” would have been improperly and doubly defined as an author of historical fiction and mysteries, but readers are readers…In the case of Ozmo the dual personality makes it easy to understand and label what might be called an artistic short circuit often subjected to prejudice.<br>Like all those who are duplicitous, who suffer charges of inconsistency, invasion of the field and disloyalty, Ozmo has had to juggle accusations and praise, exploitation and covenants of art critics, squatters, committees of citizens, activists of public spaces, big brands and print that are never ready to say anything sensible, documented and fair. For this reason, perhaps, the artist of San Michele in Piazzale Cimitero Monumentale in Milan, the first graffiti which was restored in Italy and then again disappeared, began deep reflection on issues such as judgement and justice and finally entered a museum, a public place for art par excellence, with the exhibition IL PreGIUDIZIO UNIVERSALE (THE UNIVERSAL PreJUDICE), curated by Alessandra Galasso and exhibited as the “featured artist” of the Museo del Novecento in Milan.</p>



<p>14 days of live painting in an area measuring 42&#215;6 meters and 7 meters tall, starting from an array of 8 works that the artist and his long-time assistant Werther Banfi have expanded from day to day, covering and becoming inspired by the museum’s walls. A huge job, mentally and physically fatiguing, the exhibition has had great success and the numerous visitors marks it as one of the most interesting exhibitions in recent years in Italy. Ozmo was chosen by his audience, so much so that the institution was forced to recognise his expressive power; his art has grown from the bottom up, where it collects authenticity that needs no contextualisation from general art critics.</p>



<p>I spoke with the artist before the show, looking for clues as what I could anticipate, but with Ozmo, there can be no sneak peak.<br>His work lives in the present moment of representation and is transformed in itinere.</p>



<p><strong>Ozmo</strong>:&nbsp;When I begin my work I never know where it will take me. What I represent is an introspective journey that thrives off of what I live, I see, what invades me, overwhelms and caresses me, what is recommended or appears before me. They are the people that I meet, our personal stories, the society that we are and what we are unfortunately not, the things that we can say and those things that cannot be said. I feed symbols, I represent them by creating connections and using universal iconography; there is no message, I don’t teach anything, I don’t judge; those who view my work don’t get information, they won’t find ideology in front of them, or a way, advice, a fad to follow, or a direct channel with some alleged prior knowledge. My work is open both for me and for those who live it and I don’t know where or how it will end. What I would like is to invite the viewer on the same process of travelling or trip that I take while painting or drawing, and the choice of working with symbols composed in a “granular” way, like in the diptych Apocalypse, which gives me the assurance that every trip will be different from mine, without any approval.</p>



<p>Even though he is part of the street art scene, Ozmo doesn’t pay attention to the public audience with the outrightness of Banksy, and also departs from the desire to impress with his choice of dreamlike, fantastical or eccentric subjects in the expression of a vivid imagination, like Blu. He draws from the real and current, but the creation enters a world of symbols, connections, coincidences, images, from the global brand of contemporariness to the ancient science of alchemy, from cartoons to religious iconography, which, if taken to the limit, contribute to the creation of esoteric situations and feelings, mystical, personal, controversial, ancestral.</p>



<p><strong>Ozmo</strong>:&nbsp;In 2008 in Ancona I painted the great Madonna with Child with the faces upside down (of which you can find a small acrylic version in pvc at the Museo del Novecento n.d.r.), it was very interesting to receive feedback from the public: the choice to turn the faces brought about harsh criticism on the part of the Anconian church, from whom I was almost accused of blasphemy. On the other hand, many saw the desire in the Madonna to look more closely with intensity at the high heavens. I love that Madonna a lot and I never had the intention for it to be blasphemous; that initial attack in the press made me smile, then on reflection it did exactly what I would like to happen with the release of every one of my works. Hence the idea to organise a day at the museum during which people from the world of culture and art, in particular coming from 7 types of art (a poet, a sculptor, a filmmaker, a musician, a philosopher, a painter, an actor) have had the opportunity to interpret in their own way the meaning of my work.</p>



<p>The system is exactly the same as the master Alejandro Jodorowsky uses for tarot readings, iconography that Ozmo has been using since the beginning of his artistic career: the tarot cards are full of signs and symbolic colours, the reader points out and directs the attention of the querent.<br>The interpretation is coming from the mind of the querent based upon his or her past and current doubts or questions. With this approach Ozmo seems to overcome judgement and criticism, traditional practices an artist’s work undergoes, transforming the role of art work from passive to active, as a creator of impressions he will use himself like a fountain of knowledge to be on same page with those who “read”.<br>These three tarot cards are being displayed in large size at the Museo del Novecento: il (pre)Giudizio (Judgement), la Torre (the Tower), la Giustizia (Justice).</p>



<p>With il Giudizio (Judgement), the artist seems to be ironically exposing himself to his audience with the play on words in which the Italian “il Giudizio” becomes preGiudizio (prejudice), with the Tower destroying the old balance and creating a channel towards something new. Justice, however, creates synthesis by restoring the balance because it takes in consideration also asymmetry and imperfection. However, as we know, the readings can be infinite and change from time to time.</p>



<p>Ozmo is an island, a neurological centre connected with various aspects of society and culture, he is a conspiracy that undermines the orthodoxy of artistic practice and does not need to justify himself because he bypasses judgement transforming the fruition of his work into a dialogue of knowledge and research for all.</p>
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		<title>Ciao mondo!</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2021 11:43:38 +0000</pubDate>
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